Considerazioni a quasi una settimana dallo Stage di Inoue e dalla Venice Cup

La cosa che manca di più a chi insegna è allenarsi e fare qualcosa che possa essere piacevole per lui e fruibile in futuro per i suoi allievi.

Se poi questo accade in un contesto di livello alto e contornato da un’ottima organizzazione bè, allora davvero il cerchio è chiuso.

A Caorle, nell’ambito della Venice Cup allo stage del M°Inoue abbiamo veramente quadrato il cerchio.

In primis osservando una regione che non lesina nell’impiego di uomini e mezzi per l’organizzazione di un evento che ha spaccato il secondo, cercando il più possibile di evitare discrepanze fra federazioni ed enti di promozione, incentivando il dialogo e il rispetto reciproco e dove, almeno per ciò che ci è stato dato vedere è stata premiata la capacità e non l’appartenenza a un qualsivoglia schieramento.

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In seconda battuta confermando che la qualità paga sempre e che se i concetti sono validi ne bastano uno o due e ci puoi stare sopra per giorni nel caso di uno stage con durata definita, o tutta la vita nel caso della pratica delle arti marziali.

Ciò che rimane di più, oltre alla bravura e alla semplicità di comunicazione del M° Inoue è il leit motiv che abbiamo già avuto modo di sperimentare ad un altro meraviglioso stage internazionale: quello tenuto dal M° Alex Biamonti a Bellaria l’anno scorso, e cioè che il karate deve essere un mondo unico, dove la tecnica tradizionale e quella sportiva devono necessariamente viaggiare su binari paralleli, in continuo dialogo fra loro, all’interno del quale le basi date dalla tradizione sono l’asse portante e imprescindibile per qualsiasi tipo di lavoro, dal kihon kumite all’Annan giocato nella più importante delle competizioni di base.

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L’alfabeto è unico ed universale, da questo non si scappa e non si può prescindere, esula dallo stile e si concentra sul movimento, sulla distribuzione del peso, sul finale di tecnica.

Tre regole auree fra le altre che danno sensazione di grande semplicità, ma come tutte le cose semplici le si insegue quasi per tutta la vita.

Questo dovrebbe sempre rimanere alla fine di un buon lavoro appena concluso: il desiderio e la sensazione di volerne fare molto altro ancora.

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Ci occcupiamo di arti marziali e di promuovere l'attività fisica nella nostra città, e ce ne occupiamo bene.

Pubblicato il 24 ottobre 2013, in Eventi e Stage, Testimonianze con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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