KATA: una parola mille significati.

Dopo lunga assenza sul web (ma moltissime visualizzazioni) torniamo a parlare di lingua giapponese approfittiamo per spiegare a linee molto larghe come funzionano i kanji e come sono strutturati analizzando un kanji specifico di una parola a tutti voi ben nota:

KATA.

scordok

Per quanto nessuno di voi, pur praticando arti marziali, sia obbligato a leggere la lingua giapponese, è bene sapere che allo stesso suono nella lingua nipponica possono essere attribuiti diversi significati, quindi diversi ideogrammi, o meglio, kanji.

Poiché nulla è casuale è anche vero che saper leggere ciò che facciamo può aiutarci a capire meglio COSA stiamo facendo e, al tempo stesso, anche dare un significato più personale alla nostra pratica.

Cominciamo col dire che per quanto riguarda la parola Kata, su un qualsiasi dizionario di Kanji (cioè il Nelson, ma questa la capiamo in pochi) troverete almeno una quindicina di risultati. Lo stesso risultato lo otterrete consultando un dizionario online. Per i più curiosi qui ne suggeriamo uno: http://tangorin.com/

Questo che cosa significa? Che ci sono all’incirca 16 parole che vengono pronunciate nello stesso modo, ma che hanno significato diverso, identificabile solo grazie al contesto in caso di una conversazione oppure, in caso di testo scritto, grazie al Kanji di riferimento.

Ecco qui di seguito la tabella dei kanji di KATA.

kata-16kanji

KATA viene di solito tradotto come “FORMA” ma ciò non significa assolutamente che tutti i Kanji qui sopra abbiano significato simile, fra l’altro è veramente corretto attribuire la traduzione di “FORMA” al Kanji di Kata riferito al Karate?

No per la prima risposta, sì e anche no per la seconda.

A meno che non ci si pari davanti un Kanji di base, come destra, sinistra, acqua, fuoco, ecc.questo ha bisogno di essere contestualizzato, ecco ad esempio alcuni significati del kanji di KATA.

潟: laguna

肩: spalla

方: persona

鎌: falcetto

Nessuno di questi è riconducibile alle nostre necessità, il Kanji corretto per l’uso “marziale” invece è questo:

形: forma, figura, stile.

Per quanto questo sia il più accreditato, c’è un altro ideogramma che farebbe al caso nostro, per quanto non si utilizzi più granché:

型: tipo, modello

https://it.wikipedia.org/wiki/Kata, come vedete anche wikipedia lo sa.

La domanda che chiunque si pone, ma soprattutto se la pone chi ha studiato giapponese è: PERCHE’?

Perché se vuoi dire la stessa cosa, pur utilizzando un sinonimo mi devi tirare fuori un kanji diverso che magari a prima vista pare che c’assomiglia e invece no?

In questo la lingua stessa ci viene incontro, (e non crediate che i madrelingua a mandorla non abbiano simili problemi) in prima battuta basti pensare ad un qualsiasi libro, articolo, sito web dove alla parola karate venga accostata la parola kata: il kanji utilizzato è il primo, quello diciamo considerato standard. Idem per quanto riguarda i siti di settore, ad esempio: Japanese Karate Federation’s website, se non leggete il giapponese memorizzate il kanji e cercatelo in una delle pagine dei risultati di gara, vedrete che è sempre lo stesso.

Quindi perché ne esiste un altro? Perché uno è stato considerato standard e l’altro “scacciato con disonore”? Io ritengo che non lo sappiano esattamente nemmeno i giapponesi, che a mio modesto avviso, si fanno molte meno domande inerenti la loro lingua e la loro cultura di quante non ce ne facciamo noi per loro, ma se proprio volessimo azzardare un’ipotesi potremmo dire che, nell’incessante sforzo di rendere la lingua più accessibile a tutti senza alfabetizzati di serie A e di serie B (i giornali, i libri, ecc. in Giappone sono più accessibili a chi conosce più kanji, che poi è il motivo per cui nei diffusissimi manga rivolti ai ragazzi o in genere ad un pubblico di massa ce ne sono pochi e perlopiù tutti “sottotitolati” in Katakana o Hiragana) si è deciso per il Kanji con l’impatto più intuitivo. Per comprendere perché ci sia stata una simile preferenza potremmo anche fare riferimento alla composizione dei due Kanji, che, come moltissimi altri sono frazionabili in ideogrammi più semplici.

形 → acqua

forma

Se uniamo le due parti del Kanji, l’idea che ne viene fuori è di qualcosa che possa in un certo senso gestire l’acqua, una sorta di imbarcazione, ma a mio avviso anche di qualcosa che possa contenerla, gestirla e dare senso ad un qualcosa che diversamente dal recipiente che la contiene forma non ne avrebbe. Ve lo dico sinceramente a me la prima cosa che è venuta in mente è stata un tagliabiscotti, però vabbè…sorvoliamo.

i-tagliabiscotti-di-natale_tempo-libero_4foto_1

È un significato pratico, un po’ asettico forse a prima vista, però pratico, poco definito, simbolicamente ognuno può afferirgli il valore che ritiene più opportuno, e si può ricondurre genericamente a più usi per lo stesso sostantivo.

E invece l’altro?

型 → punizione

  ↓

terreno, suolo

Significato forse troppo forte per essere utilizzato in maniera standardizzata, ma ugualmente interessante, “la punizione della terra”, verrebbe da tenerlo così. Forse chi i kata li ha fatti veramente, provandoli mille mila volte, rifacendo mille mila volte lo stesso movimento, lottando per l’equilibrio perfetto, smadonnando (scusate ma non c’è termine più adatto di questo) proprio perché il terreno quando fai i kata non ti è mai amico, ma è il tuo secondo avversario dopo te stesso, ritiene sicuramente che sia una versione molto più accreditata per essere marchiata a fuoco sulle pareti di un qualsiasi dojo.

Per chi invece i Kata non li ama è il Kanji definitivo.

Non è che ti faccia proprio venire voglia di leggerlo su un giornale, quindi la scelta sociale di utilizzare l’altro che evoca sicuramente lidi più dolci dove approdare è più che comprensibile, però tant’è: dall’universale al particolare, eccolo qui.

Forse è giusto mantenerli entrambi, possiamo scegliere quale ci piace di più, o con quale spirito della giornata vogliamo approcciarci allo stesso tipo di pratica, o scegliere una volta per tutte di che pasta siamo fatti e come viviamo il nostro lavoro.

Poco cambia: due facce della stessa medaglia sono qui.

A voi la scelta.

FONTI: Tangorin Japanese dictionary, The New Nelson Japanese Dictionary, Grammatica Giapponese vol. 1: M. Mastrangelo, N. Ozawa, M. Saito, KaratebyJesse, Wikipedia.

Annunci

Informazioni su asdkimasa

Ci occcupiamo di arti marziali e di promuovere l'attività fisica nella nostra città, e ce ne occupiamo bene.

Pubblicato il 18 ottobre 2015, in Attualità con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: